Dal silenzio del Deserto di Atacama nasce la nuova sfida di Andrea Lanfri

Si è conclusa con successo la nuova impresa di Andrea Lanfri, che ha raggiunto in totale autonomia la vetta dell’Ojos del Salado (6.893 m), il vulcano più alto del mondo, al confine tra Cile e Argentina.

Un progetto nato come tappa di allenamento in vista delle grandi spedizioni future, ma che si è trasformato in qualcosa di più profondo: un’esperienza di esplorazione personale, di adattamento e di autonomia totale. Lanfri ha affrontato l’avvicinamento, la salita e la discesa senza alcun supporto esterno, trasportando sulle proprie spalle tutto il materiale necessario lungo l’intero percorso.

Abituato a scenari di neve e ghiaccio estremi, questa volta Andrea ha scelto volutamente un contesto diverso dal suo standard abituale. Una sfida quasi “improvvisata” nello spirito, nata dalla curiosità di mettersi alla prova su un terreno nuovo, affrontando un cammino verso la vetta con un approccio essenziale e autonomo.

«Volevo uscire dalla mia zona di comfort. Non cercavo solo una vetta, ma un modo diverso di arrivarci. In autonomia, passo dopo passo, accettando ogni imprevisto come parte del percorso.»

L’esperienza sull’Ojos del Salado ha rappresentato un banco di prova fondamentale anche dal punto di vista tecnico: Andrea ha testato una protesi di nuova generazione in ambiente reale, raccogliendo dati e sensazioni preziose in vista dei prossimi grandi obiettivi internazionali. Tra questi, la spedizione al Manaslu (8.163 m) e, nel futuro, il sogno del K2, la seconda montagna più alta della Terra.

Ma il significato di questa impresa va oltre il dato alpinistico.

La salita dell’Ojos del Salado è stata la dimostrazione concreta che le grandi sfide — in montagna come nella vita — non si vincono con un unico gesto straordinario. Non è l’enorme passo a fare la differenza, ma la somma dei singoli passi. È la continuità, la capacità di adattarsi, di avanzare anche quando il terreno cambia, anche quando il peso sulle spalle si fa sentire.

Per Andrea, ex atleta paralimpico e primo pluriamputato al mondo ad aver raggiunto la vetta dell’Monte Everest, ogni progetto è un messaggio: i limiti esistono solo se smettiamo di camminare.

L’Ojos del Salado non è stato solo un traguardo, ma un allenamento mentale e fisico verso qualcosa di ancora più grande. Un promemoria potente: la vetta è importante, ma è il cammino la parte più bella dell’avventura.

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