da Genova al Monte Rosa in 18 ore e 7 minuti, no-stop

Un evento unico, mai intrapreso prima da un atleta paralimpico: partenza dal livello del mare in bicicletta, cambio di assetto e scalata fino alla vetta nel minor tempo possibile, no-stop e ritorno a quota zero .

Ennesima missione compiuta per Andrea Lanfri. Il From 0 to 0 da Genova al Monte Rosa si è concretizzato in 18 ore e 7 minuti. “Una sfida pazzesca, un’avventura unica” l’ha definita l’atleta paralimpico, i cui particolari verranno svelati nei prossimi mesi. Infatti, questa terza tappa del suo progetto (a cui va aggiunta la tappa zero delle Alpi Apuane, proseguendo poi con quelle dell’Etna e del Gran Sasso) è stata seguita da una troupe televisiva e andrà in onda il prossimo anno su canali Mediaset.

“Sono partito da Genova al mattino presto, dopo un’abbondante colazione – racconta – Fare 225 chilometri con 3mila metri di dislivello è stato il mio primo step. A Staffal il cambio di protesi alla gambe e poi su per il sentiero per altri 3mila metri circa di dislivello fino al Rifugio Capanna Margherita, a 4554 metri sul livello del mare, per poi scendere al Rifugio Mantova, fino a qui tutto no-stop”.

Il giorno successivo è iniziata la fase di discesa verso Genova. “Il primo tratto prevedeva un sentiero a piedi, poi giù in mountain bike, indubbiamente il pezzo più divertente. Il ritorno a gonfie vele, un po’ complice la discesa ed il vento a favore, così ho spinto fino ad Alessandria. Il giorno dopo l’arrivo al punto di partenza a Genova Voltri, sul mare, passando il Turchino e la fine di questo incredibile From 0 to 0”.

Il Monte Rosa era, per il momento, l’ultima edizione programmata di questo suo particolare progetto, nato nella fase post Covid per rimpiazzare le spedizioni extra italiane che non potevano essere svolte. “Era importante, pensare che quel sentiero l’ho percorso in 4 ore e 11 minuti mentre nel 2018 ne avevo impiegate quasi 9: questo dimostra che gli allenamenti che sto facendo sono davvero top. Sono felicissimo della riuscita e pensando in grande, all’Everest e a tutte le altre vette, vedo che tutti gli adattamenti che sto facendo sono giusti. Da ora in poi l’obiettivo è quello: l’allenamento proseguirà a gonfie vele in previsione del 24 marzo 2022, con la speranza di partire. Manca ancora una parte di fondi ma sono fiducioso, spero proprio di farcela e mi sto buttando su quello. Poi in futuro non nego che possano esserci altri From 0 to 0 abbastanza importanti”.

Un’esperienza che è servita a Andrea come allenamento fisico ma anche psicologico. “In queste avventure la mente è determinante, può dire basta, pensare di fare tanti chilometri in bici poi altrettanti a piedi… bisogna tenere duro. Ma superato quel piccolo scalino poi vado, non so neanche io dove si trovano le energie, mi basta pensare alla felicità che si ha in vetta e poi all’arrivo. Il giorno dopo la vetta ero così felice e carico che avrei proseguito ancora”.

Nelle sue parole c’è anche quel pizzico di orgoglio per un evento mai fatto prima. “È stato veramente bello, mi sono gestito i cambi di protesi e ho fatto il percorso in notturna tutto da solo, mentre la parte in ghiacciaio ero in cordata con un amico conosciuto per caso sul Cervino. Gli avevo parlato di questo progetto, era felicissimo di farne parte, ma aveva paura di non riuscire a seguirmi, al punto che le due settimane prima ha fatto diversi 4mila per allenarsi. Alla fine era contentissimo anche lui di esserne stato protagonista e questo mi ha fatto veramente piacere”.

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